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Codice di Procedura Civile - cpc

 

Il Codice di Procedura Civile è funzionale all’applicazione degli istituti di diritto privato e contiene gli strumenti di tutela e di esecuzione coattiva dei diritti ad essi associati. Così come accaduto per il Codice Civile, l’esigenza di uniformare le diverse legislazioni esistenti durante l’Unità di Italia, negli anni immediatamente successivi condusse all’elaborazione di un progetto di delega per la codificazione del processo civile.

Il primo testo, varato dal Governo nel 1865 come codice di procedura civile del Regno d’Italia e largamente influenzato dal corrispondente codice napoleonico, fu in realtà poco più che una base per tutte le successive modifiche messe a punto dalle sottocommissioni ministeriali nate agli albori del ventesimo secolo alla cui presidenza si succedettero i padri fondatori del diritto moderno come Chiovenda, Redenti, Calamandrei o Carnelutti, le cui rigorose interpretazioni del diritto sono ancora del tutto attuali. Il progetto di riforma del Codice di Procedura Civile fu poi sottoposto agli organismi forensi, giudiziari e universitari per evidenziarne peculiarità e lacune da correggere prima dell’approvazione definitiva, avvenuta con Regio Decreto n. 1443 del 28 ottobre 1940.

Negli anni a seguire maturarono i tempi per riformare ampi settori della procedura civile e fu riproposto lo strumento della consultazione con le Corti, le Università e gli Ordini professionali per indirizzare gli interventi legislativi tesi ad attualizzare il testo.

Anche il Codice di Procedura Civile presenta la suddivisione in Libri, Titoli, Capi e Sezioni. Il Libro I, Disposizioni generali (artt. 1-162) contiene i Titoli relativi a organi giudiziari, pubblico ministero, parti e difensori, esercizio dell'azione, poteri del giudice e atti processuali. Il Libro II, Del processo di cognizione (artt. 163-473) contiene quattro Titoli sul procedimento davanti al tribunale, procedimento davanti al giudice di pace, impugnazioni, norme per le controversie in materia di lavoro mentre il Libro III Del processo di esecuzione (artt. 474 – 632) è suddiviso in sei Titoli su titolo esecutivo e precetto, espropriazione forzata, esecuzione per consegna o rilascio, esecuzione forzata di obblighi di fare e di non fare, opposizioni, sospensione ed estinzione del processo; infine il Libro IV Dei procedimenti speciali (artt. 633-840) è suddiviso nei Titoli dedicati a procedimenti sommari, procedimenti in materia di famiglia e di stato delle persone, copia e collazione di atti pubblici, procedimenti relativi all'apertura delle successioni, scioglimento di comunioni, processo di liberazione degli immobili da ipoteche, efficacia delle sentenze straniere e dell'esecuzione di altri atti di autorità straniere, arbitrato.

Al momento della sua entrata in vigore, il Codice di Procedura Civile introdusse un’importante novità. Se il principio predominante nell’ambito della procedura civile del Regno e, ancor prima, delle legislazioni pre-Unità era quello della scrittura, a partire dal 1940 fu introdotto il principio dell’oralità, allo scopo di velocizzare l’iter giudiziario.

Questo è rimasto lo scopo che ha connotato tutte le riforme della procedura civile, volte all’armonizzazione dei canoni di immediatezza dei rapporti tra giudice e parti e di concentrazione delle fasi processuali, fin dall’entrata in vigore del codice di procedura civile.

La prima importante istanza di riforma contemporanea è nata negli anni ‘70 nel contesto del diritto del lavoro con lo Statuto dei Lavoratori prima e, successivamente, in ambito procedurale con la legge n. 533 del 1973 che ha sostituito l’intero Titolo IV del Libro II introducendo un nuovo sistema di risoluzione delle controversie individuali di lavoro ed in materia di previdenza, più concentrato, rapido e improntato all’oralità, in seguito adottato anche con riferimento alle controversie relative al risarcimento dei danni da sinistro stradale.

Gli anni ’90 hanno portato nuove, significative, modifiche al codice di procedura civile con la figura del giudice monocratico come organo preferenziale, la riforma dell’intera struttura del processo di primo grado, dalla suddivisione in fasi alle preclusioni istruttorie (legge 26 novembre 1990 n. 353 e successive modifiche con legge n. 534 del 1995 e legge n. 80 del 2005), l’introduzione del Giudice di Pace e la conseguente deflazione del carico giudiziario assegnato ai Tribunali (legge 21 novembre 1991 n. 374).

Anche negli anni 2000 si sono registrati importanti interventi al Codice, in primo luogo con l’introduzione del c.d. rito societario (d. lgs. 17 gennaio 2003 n. 5), un processo di cognizione ordinaria scandito da preclusioni e oralità destinato alla risoluzione di controversie aventi ad oggetto la materia societaria, inoltre con l’estesa riforma delle esecuzioni mobiliari di cui alla legge 24 febbraio 2006, n. 52.

 

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